Era la mia stanza d’albergo, un posto scelto, quasi strategico e sopratutto non a caso. Da tempo che non c’è più niente di casuale nei miei viaggi in Asia. Da molto tempo.
Era la vista, sdraiato sul mio letto matrimoniale, tutto era in ordine come al solito. Erano i primi passi dopo mesi nella città, i tramonti sulla torre, apro la finestra per sentire il caldo umido tropicale, per sentirmi dire, adesso ci sto! La chiudo e metto l’aria condizionata, al protetto. Sono di nuovo a casa. La Tiger glacé era là, al solito posto e stasera c’era pure una Leo.
Era One night in Bangkok.